Progetti speciali

A cosa serve il tuo aiuto e cosa avrai in cambio?

Chiara, Amici di Kenge


Il progetto nasce dalla volontà di Chiara Castellani di mettere a disposizione la propria professionalità in una regione martoriata da anni di guerre civili. Chiara è medico ginecologo, da anni missionaria laica, prima in Nicaragua con Progettomondo Mlal, poi in Angola, ora nella Repubblica Democratica del Congo. Qui, per conto della Diocesi di Kenge, dirige la scuola infermieristica universitaria “Istituto Superiore Tecnologia Medica” avviato nel 2000 grazie a una convenzione tra la Diocesi e il Ministero della Salute congolese. L’Istituto è riconosciuto dallo Stato ma è totalmente finanziato dalla Chiesa locale.

Chiara, oltre a mettere a disposizione il suo bagaglio professionale come docente, segue gli studenti nel loro percorso formativo, nell’elaborazione della tesi e offre loro appoggio e solidarietà per affrontare le difficoltà economiche e familiari che colpiscono le loro vite.

Fai crescere il sogno di Chiara: il tuo contributo permetterà il pagamento delle tasse universitarie degli studenti, di garantirne la frequenza ai corsi e di ottenere quindi la laurea. Con la formazione di personale qualificato, preparato e socialmente impegnato, offriremo alla popolazione congolese un’assistenza sanitaria migliore.

Munasim Kullakita


Riccardo Giavarini, storico cooperante di ProgettoMondo Mlal, è impegnato da oltre 40 anni in Bolivia sul tema della giustizia minorile. Da una decina d’anni segue con passione anche il progetto “Munasim Kullakita” (Vogliti bene sorellina), promosso dall’omonima Fondazione boliviana che opera per il recupero e la tutela delle bambine tra i 12 e i 17 anni delle periferie di El Alto che si prostituiscono.

L’impegno dell’equipe si articola in tre aree:

  • la prevenzione nelle scuole dove, con genitori e insegnanti, possano essere riconosciute e denunciate le situazioni di sfruttamento sessuale di minori e formazione di adolescenti per una loro partecipazione attiva nella lotta alla tratta di persone e al reclutamento di minori da parte di mafie organizzate;
  • la gestione della casa famiglia dove vengono ospitate le bambine di strada, aiutate nei loro bisogni primari (alimentazione, alloggio, controlli medici) e accompagnate con percorsi specifici di supporto psicologico e di reinserimento scolastico e familiare.
  • la collaborazione con le istituzioni pubbliche per costruire interventi capaci di arginare le cause del fenomeno, offrire protezione alle vittime, vigilare sull’applicazione della legge che considera un crimine la violenza sessuale sotto i 18 anni ma che troppo spesso tollera il cliente e condanna la vittima.

Sostieni il futuro delle bambine di El Alto, riduciamo insieme questa forma di schiavitù e diamo un nuovo futuro a giovani vittime indifese.

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