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Voucher alimentari per Haiti. La crisi alimentare è peggiore del Covid

Mentre il virus Codiv-19 inizia a mietere le sue prime vittime ad Haiti, la nostra equipe in loco è riuscita a distribuire 600 voucher alimentari alla popolazione che sosteniamo tra Anse Rouge e Terre Neuve.
Grazie alla distribuzione si riescono a creare momenti di sensibilizzazione rispetto al virus, alla sua propagazione e alle misure di prevenzione più semplici per evitare il contagio.
La logistica gioca un ruolo fondamentale. Le regole ministeriali vietano i raggruppamenti di più 10 persone e abbiamo quindi aumentato i centri di distribuzione dei voucher, sfruttando le scuole e le chiese chiuse dalla normativa ministeriale del 20 marzo. I beneficiari sono stati divisi in piccoli gruppi e convocati in momenti diversi, diversificando i giorni di mercato per la riscossione dei voucher per evitare gli assemblamenti. Ogni sito di distribuzione è dotato di postazione per il lavaggio delle mani, con kit per disinfettare gli ambienti (sedie, panche, etc) e volantini sul Covid-19.
Durante l’intervento è risultato fondamentale l’aiuto degli infermieri e formatori del Ministero della Salute, sia nei momenti di sensibilizzazione e distribuzione, sia per monitorare il rispetto da parte nostra delle direttive anti-contagio e rassicurare la popolazione.

Le nostre equipe sono state dotate sin da subito dei DPI necessari, quali mascherine e guanti, per poter continuare le attività sul terreno ed evitare quindi di divenire agenti di contagio per la popolazione.
Lo stesso non si può dire per i beneficiari, che ne sono totalmente sprovvisti. Gli agenti del Ministero della Salute hanno pochi DPI da mettere a disposizione, soprattutto al di fuori della capitale.

Ciò che però sull’isola caribica fa passare in secondo piano persino un’epidemia devastate come quella del Covid-19, sono i dati sulla sicurezza alimentare.
Il costo del riso, sul mercato di Gonaives, il più vicino a Anse Rouge e Terre Neuve, è aumentato del 45% e quello della farina di grano del 33 %, nell’ultimo anno. A marzo entrambi i sono cresciuti nei prezzi del +5%. Le condizioni di sicurezza alimentare ad Haiti rimangono preoccupanti per i prossimi mesi a causa del periodo di magra amplificato dal rallentamento delle attività economiche nel contesto dell’emergenza sanitaria. La disponibilità di prodotti locali è generalmente ridotta durante questo periodo poiché c’è la preparazione della campagna agricola. La farina di mais è già introvabile nei mercati locali dei due comuni. Tenendo conto delle scarse prestazioni agricole e della siccità cronica, tenendo conto che il numero stimato di persone in condizione d’insicurezza alimentare acuta, nel periodo tra marzo e giugno 2020, è di circa 4,1 milioni e tenendo conto del rallentamento di numerose attività di produzione e importazione delle merci, oltre il 40% della popolazione haitiana è attualmente in crisi alimentare, complici anche i disordini sociopolitici ricorrenti ormai da più di un anno.

Claudia Mocci,
Progettomondo.mlal Haiti


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