Premi enter per cercare or ESC to uscire

Umanità in viaggio

La Carovana dei Migranti partita da San Pedro de Sula in Honduras lo scorso 12 ottobre, e che nel cammino è stata raggiunta da altri gruppi mobilitatisi dal Salvador e Guatemala, ha appena raggiunto il confine con gli Stati Uniti. Il "sogno americano" è alle porte per circa 300 delle circa 10mila persone in cammino, compresi molte donne e bambini.
Un tale movimento di persone ha scatenato la furiosa reazione di Trump, che ha addirittura mobilitato 5.000 nuove truppe dell’esercito che si aggiungono alla Guardia Nazionale e gli altri contingenti di frontiera presenti in Texas. 
Una crociata della disperazione e della speranza, molto reale, come l’esodo albanese del 7 marzo del 1991, quello mediorientale sulla rotta balcanica dal 2011 in avanti; come il flusso “emorragico” che si sviluppa dalla fine del secolo scorso nel Mediterraneo verso le coste dell’Europa, l’esodo dei Rohingya del 2017, quello yemenita dal 2015...e quello clamoroso dei venezuelani che dal 2016 stanno migrando in massa verso i paesi latinoamericani. Una lista penosamente infinita, che allunga sulle società “occidentali” un’ombra che, come quelle reali, è di dimensioni superiori al “corpo sociale ed economico”. 
Eppure la carovana dei migranti centro americani verso gli USA sta rappresentando qualcosa di eccezionale, emblematico, simbolico: una manifestazione per il diritto a una vita migliore, un corteo di umanità da un continente che, nonostante i progressi economici e sociali degli ultimi decenni, continua a soffrire i duri colpi di ricorrenti crisi di sistema.
La cosa più drammaticamente interessante è constatare come un gruppo di “disperati”  abbia suscitato la reazione dei “potenti”, facendo percepire a rischio la sicurezza nazionale, e messo in crisi i governi dei paesi attraversati – Honduras, Salvador, Guatemala, Messico –  mobilitando coscienze a livello planetario.
Donne, bambini, giovani che fuggono da guerre, fame, persecuzioni, alla disperata ricerca di umanità, ma che trovano semplicemente barriere fisiche, muri mentali, abissi di coscienza.

Un’Architettura “Senza Barriere” dell’Umanità è una metafora etica che deve guidarci a comprendere fenomeni come questi. Le catastrofi umanitarie non sono mai responsabilità univoca di un pessimo governante o di circostanze eccezionali; esiste sempre una variabile esterna che gioca un ruolo scatenante, di accelerazione, amplificazione o di risoluzione. Cambiamenti climatici, conflitti per le risorse naturali, interessi geopolitici, sfruttamento economico, rappresentano solo alcuni di quei campi dove si giocano queste influenze esterne su paesi che soffrono.

Progettomondo.mlal agisce per contribuire a garantire una vita dignitosa a tutti, nelle diverse realtà dove opera. Il diritto a restare nella propria terra e il diritto a migrare devono essere entrambi garantiti, e la decisione di spostarsi deve essere consapevole e sicura, e non un’odissea imposta dalla fame, dalla disperazione, dalla totale mancanza di orizzonti.
I nostri interventi vengono condivisi e programmati con chi vive nel Sud del mondo, e che per questo conosce fino in fondo quali siano i problemi, le speranze e le potenzialità in ambito economico, politico, ambientale, su cui è necessario intervenire. Non per il bene di uno o di qualcuno, ma in nome di quell'umanità che dovrebbe farci sentire a casa in ogni angolo del mondo.

Mario Mancini,
presidente Progettomondo.mlal

 


Dona ora
Dona ora