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Turismo comunitario, ci si attrezza per il post Covid

Turismo, non tutto è perduto. In Bolivia si punta a certificazioni di sicurezza per prepararsi al riavvio del settore.
Progettomondo.mlal, promotore del progetto di turismo comunitario INCAmmino che ha tra i principali partner italiani Aitr, è al fianco delle comunità andine per affrontare anche questa inaspettata emergenza sanitaria.
La riprogrammazione delle attività è obbligatoria e l’obiettivo, adesso, è la promozione del turismo basato su certificazioni di sicurezza nella speranza che, fra qualche mese, la gente ricominci a viaggiare.

La nostra equipe è abituata ai cambi di scena e alle rimodulazioni con gli enti turistici e le comunità, ma i referenti degli ETC (imprese turistiche comunitarie) stanno pagando lo scotto più grande.
Un piccolo lato positivo c’è: si sta tornando a valorizzare la produzione locale dando particolare spazio alle tecniche ancestrali e a tutto ciò che riporta alle origini della cultura locale.

La RED TUSOCO (Red Boliviana de Turismo Solidario Comunitario), partner del progetto, un paio di mesi fa aveva firmato un accordo con il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite per la realizzazione di alcune attività di promozione anche del nostro progetto.
Il punto focale dell’accordo iniziale era la realizzazione di una strategia efficace ed efficiente di promozione dei percorsi turistici sia in forma diretta che digitale. Vista l’attuale situazione di emergenza, però, si punta ora alla realizzazione di un protocollo di biosicurezza da attivare in caso di emergenze. Questo consentirà la tutela della salute di ogni persona che vive nel territorio, e anche di quei turisti che tutti sperano ritorneranno in un futuro non troppo remoto, tramite regole di comportamento e operazioni da attuare in determinate situazioni.

È prevista la partecipazione delle autorità comunali dei municipi dove sono situati gli ETC e si lavorerà anche sul rafforzamento delle norme di sicurezza presenti, dando appoggio ai vari centri di salute situati nelle zone del progetto e programmando delle esercitazioni su come affrontare eventuali future emergenze. Si spera così di poter riattivare un sistema di promozione del turismo basato su certificazioni di sicurezza sia nell’aree municipali che nell’ambiente delle imprese turistiche comunitarie.

La Red Tusoco, nata 15 anni fa, lavora con 22 imprese ETC in tutta la Bolivia. Per queste imprese il turismo non significa solo ricevere persone e offrire un alloggio, ma anche coinvolgerle nelle loro tradizioni e stili di vita, perchè si addentrino nella cultura del luogo.
Si tratta di una forma di turismo che rappresenta anche una fonte di sostentamento per ogni famiglia, e l’azzeramento di visite di questo periodo sta quindi mettendo in ginocchio le comunità.
L’unica alternativa, oggi come oggi, è dedicarsi completamente all'area produttiva locale visto che di questo vivono le comunità, di agricoltura e di allevamento. Ma le restrizioni sulla circolazione rendono complessa anche la vendita di quanto prodotto.

La crisi del settore era già iniziata a ottobre, con i subbugli politici che hanno stravolto il Paese, ma ora con gli ETC si sta lavorando a un piano di marketing e promozione che prevede sia la sensibilizazione sulla tematica Covid-19 con campagne di informazioni sanitarie e di prevenzione, sia una promozione più diretta al turismo nazionale, con possibili offerte e accordi con scuole e istituzioni per poter presentare le meraviglie di queste comunità a tutto il Paese.
Inoltre la Red è in costante contatto con il Ministero del Turismo per studiare una mossa strategica di rilancio del turismo nazionale, una volta che la situazione torni a una certa normalità. Anche l'altro partner di progetto la Red OEPAIC (Organizzazione Economica di Produttori Artigiani/e con Identità Culturale) sta lavorando a un documento insieme a Tusoco per unire l'artigianato al turismo, dato che la mancanza di turismo coninvolge inevitabilmente anche il settore della produzione artigianale.

Diego Policarpi
cooperante Progettomondo.mlal Bolivia


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