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SafeJourney, per una migrazione consapevole

Al via il progetto SafeJourney volto a prevenire la migrazione irregolare con una campagna informativa rivolta alle comunità locali.

In Marocco dal 2001, Progettomondo sostiene le istanze di promozione e protezione delle categorie più vulnerabili a cominciare da quelle dei migranti, siano essi di ritorno, in transito, alla ricerca di un titolo di soggiorno. Nel corso degli ultimi anni il tessuto sociale marocchino ha subito profondi cambiamenti che ne hanno di fatto rimodellato la sua presenza nel contesto delle migrazioni. A lungo considerato paese di emigrazione e di transito per i migranti provenienti da paesi sub- sahariani, oggi il Marocco rappresenta per quest’ultimi una vera e propria terra di accoglienza e meta finale di un viaggio partito molti chilometri prima.

È proprio in questo contesto che Progettomondo ha avviato SafeJourney, una campagna informativa per sensibilizzare le comunità locali delle regioni Beni Mellal – Khenifra, Casablanca, Tanter -Teoutan e Marrakech, sul tema della migrazione irregolare e dei molteplici rischi legati al viaggio. La campagna fornirà ai potenziali migranti tutte le informazioni accreditate sulle concrete possibilità di migrazione attraverso le vie legali, mediante la costruzione di un proprio pensiero critico e la realizzazione di un percorso migratorio consapevole.

“Sin dalle prime attività ci siamo ritrovati a sentire storie di migranti subsahariani che, nonostante tutte le difficoltà, continuano a sperare e a sognare l’approdo in Europa, senza un progetto di vita vero e proprio", racconta Concetta Mannino, cooperante e responsabile del progetto. "Molti restano in Marocco per diversi anni in attesa di passare il confine, in condizioni di vita precarie, molto spesso senza prendere in considerazione le possibilità di restare, di regolarizzare la propria posizione e di poter costruire la propria vita qui in maniera “dignitosa”, diventando anche finalmente titolari di diritti. Partendo dalla profonda convinzione che ogni essere umano debba poter essere libero di muoversi indipendentemente dal proprio luogo di nascita, dalle proprie condizioni socio-economiche di base e per i motivi che più ritiene utili per la propria crescita umana e professionale, crediamo che ciò debba essere fatto in piena sicurezza e con la consapevolezza delle diverse opportunità a disposizione.
Purtroppo questa rappresentazione, spesso incentivata dagli stessi migranti che non hanno il coraggio di raccontare le atrocità passate durante il “viaggio” e le continue sfide alle quali sono “sottoposti” durante il lungo percorso di “integrazione” nella nuova società di accoglienza, non corrisponde alla realtà che sempre in più persone si ritrovano a vivere una volta raggiunto l’obiettivo “territoriale”.
In tutto ciò non si possono certo ignorare i dati oggettivi delle morti nel mediterraneo (più di 33 mila dal 2014 ad oggi)”.

ll progetto, co-finanziato dall'Unione Europea, realizzerà anche attività di sensibilizzazione nelle scuole e nei territori marocchini con problematiche di migrazione e promuovendo allo stesso tempo opportunità di mobilità legale, di formazione e impiego per chi decide di restare nel proprio Paese.

La campagna verrà promossa e veicolata online sui canali social di @safejourneymaroc e sul sito www.safejourney.ma con notizie, servizi e testimonianze per rimanere sempre aggiornati.


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