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Quella risorsa dal nome Migrazione

Acquisire dignità non solo tramite il lavoro, ma anche praticando un modello di economia sociale e solidale. È quando accade in Marocco dove giovani e donne di contesti rurali sfavorevoli, si sono uniti a migranti subsahariani e di ritorno per creare, grazie alla formazione all’accompagnamento di Progettomondo.mlal, cooperative sociali che producono beni e servizi che valorizzano il territorio e l’ambiente, garantendo crescita e sviluppo alle comunità locali.

Un gruppo di giovani fornisce consulenze in marketing e comunicazione alle aziende, perché possano espandersi, mentre migranti subsahariani e marocchini elaborano inusuali mix culinari multietnici.
A Beni Mellal, un gruppo di donne ha scelto di occuparsi di servizi di assistenza medica a domicilio. Altre donne ancora, a Khouribga, hanno optato per il settore educativo, aprendo una scuola materna che propone un modello educativo interattivo.
A Skhirat 7 giovani puntano sull’innovazione tecnologica, con una cooperativa per la produzione di insalata con metodo idroponico, mentre un gruppo di migranti congolesi ha aperto un salone di acconciature afro che risponde alla domanda della crescente comunità subsahariana di Rabat.
Infine, marocchini di ritorno nel Paese,  producono manufatti di alta qualità nell’arida provincia di Talsint, dove abbonda il gesso.

Se la realizzazione professionale ridà speranza e rafforza l’autostima, l’intervento educativo dedicato alle nuove generazioni punta a costruire una nuova cultura della tolleranza e della coabitazione pacifica: più di 3.000 studenti hanno completato un percorso educativo per promuovere l’interculturalità e allontanare stereotipi e percezioni errate sulla migrazione.
Coniugando lavoro ed educazione accettiamo così la sfida della costruzione di una società marocchina più accogliente, dove la migrazione possa essere percepita come una potenziale risorsa per lo sviluppo economico e sociale del Paese.


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