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Quel caffé che cambia la vita

Un intervento durato ben 54 mesi, realizzato insieme a una fitta rete di partner boliviani e peruviani, e tutto improntato a migliorare le condizioni di vita dei piccoli produttori di caffè che, lavorando senza sosta nel cuore delle Ande, consentono di gustare ogni giorno tazzine ricche di aroma.

È tempo di bilanci per Caffè Corretto. I successi e le sfide ancora aperte del programma di sviluppo sostenibile avviato da Progettomondo.mlal in America Latina sono stati illustrati in un evento conclusivo che si è appena svolto a Lima.

“I risultati ottenuti rappresentato soltanto una delle fasi del processo di rafforzamento delle organizzazioni del caffè peruviane e boliviane, che garantiranno contributi per lo sviluppo delle comunità e dei territori in cui vivono”, fa presente il coordinatore delle attività per Progettomondo.mlal, Corrado Scropetta. “Le prospettive aperte dal progetto sono molte. Nell'ottica di contrastare la forte precarietà di lavoratori e lavoratrici delle filiere di caffè, contribuendo al riconoscimento di un lavoro dignitoso a partire da un migliore accesso ai servizi pubblici e a forme di previdenza sociale adeguata, si è avviata una strada importante verso un futuro migliore. Notevoli progressi emergono in materia di formalizzazione dei produttori di caffè associati, di inserimento di giovani e donne nella vita economica del Paese, in materia di sviluppo locale, di economia familiare, e per la promozione del cooperativismo e nella riduzione della povertà. Oggi più che mai è importante e necessario cambiare la percezione delle cooperative, dell'agricoltura familiare e dell'economia solidale. Non si tratta di imprese arraffate o non strutturate, ma di realtà efficienti, efficaci, democratiche che, investendo i loro guadagni, sono in grado di generare e distribuire ricchezza, cambiando concretamente le condizioni di vita delle comunità del territorio. In pochi anni, con il supporto di normative che siano in grado di agevolarle, queste cooperative potranno davvero rappresentare un potente strumento per migliorare le condizioni di vita di interi territori e regioni, con particolare attenzione al rispetto per diritti fondamentali delle persone”.

Quella di Caffè Corretto è una proposta replicabile in tutto il settore dell'agricoltura familiare, per agevolare chi non ha accesso ai meccanismi di sicurezza sociale.
“L'80% dei piccoli produttori non sono ancora organizzati”, aggiunge Jenny Torres, referente del progetto per Soluciones Prácticas. “Eppure il cooperativismo rappresenta una delle migliori strategie associative individuate dai piccoli produttori per migliorare la loro posizione nell'anello della filiera".

Prova ne è, per esempio, l'esperienza della piantumazione degli alberi come attività parallela dei coltivatori di caffè per garantirsi un fondo pensione.

Anche sulla stampa locale  è stata data grande visibilità al ruolo dell'Unione Europea nel contribuire a tali fondi pensione tramite un'iniziativa che, oltre ad agevolare la mitigazione dei cambiamenti climatici, è anche in grado di ridurre la migrazione dei giovani dalla campagna verso le città.

“Esistono istituti finanziari nel Paese e all'estero interessati a gestire le domande di credito a lungo termine”, evidenzia Scropetta, ricordando il fondamentale sostegno economico, oltre che dell'Unione Europea, anche del Fondo italo peruviano e, tra le altre, delle Regioni Lombardia e Friuli Venezia Giulia. “L'iniziativa sociale, promettente, per ora è stata promossa per i piccoli agricoltori, che non hanno accesso al sistema sanitario né tanto meno a un pensionamento dignitoso, ma è necessario perfezionare la fattibilità tecnica e finanziaria di queste iniziative, per favorire un processo destinato a svilupparsi”.


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