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Polizia penitenziaria sempre più umana e preparata

Polizia penitenziaria in formazione per lavorare al meglio sull’approccio riparativo e con il massimo dell’umanità possibile.
La proposta, accolta e partecipata, è arrivata da Progettomondo.mlal in un evento organizzato a La Paz con il Ministero di Giustizia e Trasparenza Istituzionale Boliviano (MJTI), la Direzione Nazionale di Diritti Umani della Polizia Boliviana e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Finora, in Bolivia, la polizia è chi lavora nel sistema penale per gli adolescenti ha ricevuto una scarsa formazione in materia, non potendo nemmeno contare su una guida o su un protocollo di applicazione dell’approccio riparativo. Di conseguenza, risulta determinante iniziare a investire nella costruzione di una cultura riparativa nell’ambito della polizia, tanto in merito alla prevenzione del delitto, quanto in merito all’attenzione verso adolescenti e giovani incappati nella giustizia.

Gli 80 poliziotti di alto rango che hanno partecipato all’evento, inaugurato dal comandante generale della polizia boliviana Vladimir Yuri Calderón e da quelle di Magda Rossi di Progettomondo.mlal e di Angelo Benincasah di Aics, anno riflettuto sulle pratiche riparative nell’ambito della polizia con Terry O’Connell, ex Direttore di Real Justice Australia che ha sviluppato il modello di riunioni riparative attualmente usate in tutto il mondo.

Grazie alla sua esperienza tanto nella polizia che nell’approccio riparativo, il pioniere australiano ha potuto lavorare con la polizia boliviana sull’importanza di un trattamento giusto e buono, sia nell’istituzione stessa della Polizia che con le persone delle quali essa si occupa. “Ho accettato con piacere di partecipare al seminario, non solamente per appoggiare l’incredibile lavoro che si sta provando a realizzare per migliorare la vita di centinaia di giovani, ma anche per aiutarci a umanizzarci, a trattarci meglio tra colleghi, con più gentilezza. A migliorare, tanto come persone e come professionisti”, ha dichiarato convinto O’ Connell, proponendo una metodologia fortemente interattiva. Dopo aver mostrato un video su un caso di applicazione di pratiche riparative in un caso di omicidio, i partecipanti si sono divisi in gruppi per riflettere e lavorare su quanto ascoltato e appreso quel giorno. Dopodiché, riportando quanto conversato nei lavori di gruppo, i partecipanti hanno condiviso le proprie riflessioni. Nonostante i molti dubbi e i commenti in merito a sfide e problematiche possibili e presenti, è emersa una forte speranza e volontà di impegnarsi per una maggiore e migliore applicazione dell’approccio riparativo nella polizia.


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