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Per un nuovo simbolo di giustizia

Bilancia immagine di giustizia? Di sicuro quello dei due piatti sospesi alla ricerca di un equilibrio rappresenta uno dei simboli più gettonati quando ci si riferisce a quella giustizia che lavora nei tribunali per punire chi ha commesso un reato con delle sanzioni o persino la reclusione.

Nel 2010 Progettomondo.mlal ha inaugurato Qalauma, il primo centro boliviano destinato al reinserimento sociale dei giovani finiti nei guai con la legge.
Negli anni la nostra Ong è intervenuta nei principali tavoli di discussione del Paese andino per promuovere un nuovo concetto di giustizia, quella riparativa, che si basi sui concetti di cura, relazione e riconoscimento.
Naturalmente la Bolivia non è l’unico Paese che lavora in questa direzione. E pure Progettomondo.mlal è intrevenuto sulla tematica anche in Mozambico e in altri contesti.
Ma in Bolivia ha preso il via una riflessione che vogliamo condividere, e che prende spunto da una storia molto più vicina a noi che all’America Latina.

Furono i “matti” nel 1973 a costruire “Marco Cavallo”, una scultura di 4 metri, tanto grande per poter contenere tutti i loro sogni e troppo grande per poterla fare uscire dal manicomio. Furono i matti a fuggire dal manicomio, a rompere porte e finestre e a portare Marco Cavallo per le strade di Triste, dichiarando al mondo intero la loro esistenza e la loro condizione di persone. Portarono all'esterno un simbolo visibile e rappresentativo dell'umanità allora "nascosta" nei manicomi. Furono i “matti” a promuovere la riforma e Marco Cavallo divenne l’icona della lotta etica, sociale, medica e politica a favore della legge sulla chiusura dei manicomi, la cosiddetta Legge Basaglia del 1978, nonché simbolo per gli stessi pazienti delle loro istanze di libertà, liberazione e riconoscimento della dignità di persone, fino ad allora negate. Marco Cavallo insegna che i simboli possono avere un ruolo significativo nei processi di cambiamento.

Anche il simbolo di Qalauma (acqua che scava la pietra) ci ha insegnato in questi 15 anni di lavoro in Bolivia che la goccia, la presenza quotidiana permanente a volte quasi impercettibile, può scavare faticosamente la pietra e modificare l’idea tanto cristallizzata che il castigo, compresa la prigione, sia la forma più efficace per educare, curare i conflitti, promuovere la convivenza pacifica, creare società migliori e democratiche. É proprio da queste gocce e da questi processi di costruzione collettivi che è nata una rivoluzione culturale nel sistema di giustizia per adolescenti boliviano sancita nel 2014 con il Codice del Fanciullo, l’utilizzo della privazione di libertà come ultima (e non più prima) risorsa e l’introduzione dell’approccio riparativo.

L’equipe di Progettomondo.mlal Bolivia si è riunita per riflette sulla necessità di trovare dei simboli che possano identificare il lavoro promosso negli ultimi 10 anni, comunicando una visione di giustizia che scardini l’idea di riequilibrare il male attraverso un altro male, un castigo, una pena, la giusta retribuzione. A partire anche da alcune considerazioni in ambito accademico in particolare dall’articolo di Umberto Curi “Senza bilancia. La giustizia riparativa forge una nuova immagine della giustizia” Progettomondo.mlal apre il dibattito sulla necessità di deporre la spada e aprirsi al dialogo, per arrivare a fare a meno della bilancia e di tutte le misurazioni, dell’equilibrio tra prestazioni e controprestazioni, tra meriti e premi, colpe e castighi. “Un equilibrio è possibile solo se ci sono due entità che possono essere confrontate e contrapposte, se ci sono due pesi valutabili nella stessa misura. La bilancia è il simbolo della giustizia in quanto esprime i rapporti oggettivi del fare e del subire, dell’avere e del dovere, i diritti e gli obblighi. Ma non è questa la situazione in cui è chiamata ad agire, sceglie di intervenire, la giustizia riparativa. Al contrario, il quadro generale in cui essa agisce è la sproporzione tra le forze …”.

È necessario un simbolo di giustizia, intesa non solo come sistema penale con approccio riparativo, ma come stile di vita a cui tutti dovremmo far riferimento.

Roberto Simoncelli, cooperante Progettomondo.mlal
con l'equipe Progettomondo.mlal Bolivia


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