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Kit sanitari e spot anti Covid

Haiti fa fronte al Coronavirus con tutte le difficoltà di un tessuto socio-economico sempre più fragile. Soffrono in modo particolare le zone di frontiera con la vicina Repubblica Dominicana, nazione dove il numero di contagiati continua a salire e non accenna a fermarsi. Gli scambi fra i due Paesi non sono infatti mai cessati, sia nei 4 passaggi ufficiali che attraverso le ben più numerose postazioni di frontiera informali. Lo scambio di merci non è mai stato formalmente vietato, mentre il passaggio di persone avrebbe dovuto interrompersi a seguito del lockdown dominicano e delle misure restrittive imposte dal governo haitiano il 19 marzo scorso. Così non è stato: numerosi haitiani attraversano quotidianamente la frontiera, facendo spesso anche la spola fra i due Paesi. Si tratta principalmente di lavoratori agricoli, operai e commercianti costretti a rientrare ad Haiti vedendo diminuire, settimana dopo settimana, i già scarsi mezzi per sostentare se stessi e le famiglie rimaste in patria. Non vanno dimenticati, però, anche i migranti haitiani in situazione irregolare, costretti a rimpatriare nella più delicata delle situazioni.

I chilometri di frontiera con la Dominicana fanno del Dipartimento del Centro, zona storica d’intervento di Progettomondo.mlal, un’area particolarmente esposta al contagio. L’équipe del progetto che ha preso avvio in parallelo con lo scoppiare dell’epidemia nell’isola caraibica e copre tutto il dipartimento, ha così deciso di dare priorità alle attività di sensibilizzazione e distribuzione per far fronte all’urgenza sanitaria.
Progettomondo.mlal e il Mouvement Paysan de Papaye, istituzione locale nel settore dell’agricoltura sostenibile, hanno unito le forze e formato 70 animatori e animatrici volontari, 2 per ogni sezione comunale, con il compito di creare delle équipe multidisciplinari nella propria comunità. Ognuna di queste équipe ha quindi distribuito kit sanitari e igienici alle famiglie più vulnerabili e installato, nelle zone più frequentate, dei punti di lavaggio mani. La sensibilizzazione è stata assicurata tramite uno spot creato ad hoc, trasmesso dalla radio comunitaria e da macchine con altoparlanti, che si sono spostate su tutto il territorio del dipartimento. Non ci si poteva poi lasciar scappare l’occasione di aiutare l’economia locale, chiedendo a diversi piccoli produttori di confezionare un totale di 2.500 maschere, in seguito distribuite alla popolazione.
Popolazione che è stata ben contenta di ricevere il piccolo contributo offerto da un neonato progetto. Anche con piccoli gesti si può fare la differenza.

Eleonora Cormaci,
Progettomondo.mlal Haiti


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