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In Brasile il Covid porterà indietro il Paese

In Brasile, nonostante i numerosi contagi e decessi, il governo non ha nessuna strategia per far fronte alla maggiore crisi sanitaria degli ultimi anni. Il presidente Jair Bolsonaro, proprio in questi giorni risultato positivo al Covid, ha annunciato su rete nazionale che il Coronavirus sarebbe una semplice influenza, incentivando le persone a non usare le mascherine né altre misure di prevenzione.
Attualmente nel vasto Paese sudamericano si registrano oltre 1.600.000 casi e oltre 65.000 deceduti a causa del virus. Si tratta di persone, di famiglie che stanno piangendo la perdita dei propri parenti.
La questione Cornoavirus ha assunto una connotazione politica. Vari governatori e i sindaci delle città tentano di adottare precauzioni, ma si sentono abbandonati dal governo federale che non ha creato una strategia unitaria per un Paese di dimensioni continentali. Il visrus si propaga mettendo a dura prova contesti sociali e culturali differenti con numeri significativi anche nelle popolazioni indigene. La gente reagisce alle informazioni contrastanti con atteggiamenti differenti: circa la metà della popolazione non usa misure preventive e si sente in ditritto di entrare in qualsiasi locale chiuso senza mascherina.

Recentemente il Banco Mondiale ha divulgato dati che mostrano come l’impatto economico della pandemia da Covid-19 sarà maggiore in Brasile rispetto ad altri Paesi dell’America Latina. L'organizzazione stima che il PIL possa perdere 8 punti percentuali, facendo tornare 14,4 milioni di brasiliani sotto la linea della povertà e rendendo vani tutti gli sforzi realizzati negli ultimi 20 anni con politiche di inclusione e mobilità sociale.

In questo momento difficile per il Brasile, l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), sta cercando di mettere in atto alcune azioni per minizzare gli effetti della crisi sanitaria ed economica sofferta da chi vive nelle favelas.

A Recife, capitale dello stato del Pernambuco, la situazione non è differente. Varie organizzazioni della società civile stanno facendo fronte a questa situazione. Tra queste vi è l’“AdoleScER”, che già dai primi casi di contagio ha aiutato oltre 200 famiglie, facendo arrivare beni alimentari e di igiene , tra cui le mascherine, e producendo materiali informativi.

Il gruppo AdoleScER ha realizzato momenti di formazione con gli adolescenti e giovani che frequentano da anni l’assoziazione, perché possano essere moltiplicatori di buone prassi nelle proprie famglie e comunità, perchè la popolazione sia cosciente del pericolo che il virus rappresenta non solo per l’aspetto della salute, ma anche su questioni che riguardano abuso sessuale e violenza domestica, che hanno registrato un aumento significativo dall’inizio del periodo di quarentena.
Quelle dell’equipe dell’AdoleScER sono piccole azioni, ma articolate in rete con altre organizzazioni della società civile contribuiscono a cambiare il triste scenario che il Brasile sta vivendo.

Giorgio Curreri,
Progettomondo.mlal Brasile


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