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In Bolivia il virus non molla. Si studiano strategie per il turismo

La situazione in Bolivia diventa sempre più critica. Dal 1° giugno, giorno esatto dell’inizio della quarantena cosiddetta dinamica, il numero dei contagi è aumentato in maniera esponenziale. A La Paz il numero di 267 casi positivi al Covid-19, registrato fino al 31 maggio, è lievitato a oltre 2880 casi, e a Santa Cruz la si contano addirittura 17.813 casi confermati.

La decisione di aprire le città a una quarantena dinamica, in cui è consentito lavorare e uscire di casa dal lunedì al venerdì a seconda che il numero finale della carta d’identità sia pari o dispari, è stata dettata anche dalla forte pressione dei commercianti e dei lavoratori indipendenti, allarmati dal dover continuare a tenere chiuse attività chiuse già da più di due mesi.
I viaggi tra una città e un’altra e oltre frontiera restano vietati. Alcune zone continuano con la quarantena rigida, che consente di uscire un solo giorno a settimana per alcune ore, mentre altre hanno optato per chiusure ancora più stringenti. Alcuni specialisti, in base alla situazione che si sta vivendo in Bolivia e al confronto con il resto del mondo, prevedono che nei prossimi mesi dovrebbe arrivare il picco dei casi e poi con calma scendere. Si prevede una situazione migliore per gli ultimi mesi dell’anno.

La situazione è senz’altro complessa anche per le realtà e le imprese turistiche comunitarie coinvolte nel progetto INCAMINO.
Le restrizioni insistono infatti sia a La Paz, che a Oruro e Potosí e le stesse comunità si mettono in massima allerta verso qualsiasi persona che provi a entrare nel territorio.
Le informazioni di sensibilizzazione sul Covid che arrivano in area urbana - dove la polizia si traveste anche da virus per attirare l'attenzione e spiegare come comportarsi - difficilmente prendono piede nelle aree rurali e questo comporta che le persone più isolate non sappiano come stia evolvendo la situazione e soprattutto non abbiano le basi per proteggersi.

Il settore turistico è ormai fermo da mesi e chi è coinvolto nel progetto si dedica quindi totalmente al settore produttivo, con l’idea anche di saldarlo al turismo offrendo esperienza di forte connessione e impatti a chi viaggia.

Insieme alla Red TUSOCO (partner del progetto) e il PNUD (Programa Nazioni Unite per lo Sviluppo) si stanno sviluppando dei codici di condotta che serviranno alla protezione dei futuri turisti e degli stessi abitanti locali. Questi protocolli saranno costruiti in base alle testimonianze delle imprese turistiche comunitarie e dei municipi perché siano personalizzati a seconda della situazione del territorio. Una volta terminati si prevede di poter informare più persone possibili attraverso l’appoggio del peronale dei Municipi per la loro propaganda.

Parallelamente alla costruzione dei codici di condotta è prevista un’attività di sensibilizzazione attraverso mezzi virtuali e radifonici che permettano di raggiungere le zone isolate.

Anche il settore artigiano si trova in grande crisi, visto che l’80% delle vendite era direttamente connesso al turismo. Con la Red OEPAIC (altra partner di progetto) si stanno organizzando attività di miglioramento dei prodotti artigianali delle imprese, con formazioni virtuali e studiando nuove possibilità di vendita nel territorio con l’ uso dell’ e-commerce, l’integrazione a nuove fiere tanto virtuali come fisiche e la possibilità di nuove alleanze con istituzioni interessate all’acquisto di prodotti artigiani.

Diego Policarpi
Progettomondo.mlal Bolivia


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