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Il medico Belem: l'importanza di contrastare il virus in Burkina

Progettomondo.mlal ha risposto all’appello del Ministero della Sanità del Burkina Faso e sta facendo tutto il possibile per contrastare il virus, consapevole che la pandemia che ha stravolto le nostre vite potrebbe avere conseguenze ancora più tragiche nel Paese africano.

Tounaba Belem, responsabile dei nostri interventi medici e sanitari in Burkina Faso, ci spiega perché è importante agire in maniera rapida e coordinata per bloccare i contagi.

Qual è la situazione del Coronavirus in Burkina Faso?

Il primo caso di Covid-19 in Burkina Faso è stato registrato il 9 marzo 2020. A oggi si contano più di 600 contagi e 40 decessi. Il tasso di mortalità è del 6,3%, quindi molto maggiore rispetto a quello medio in Italia.
La pandemia ha interessato 9 regioni sulle 13 del Paese ma il maggior numero di contagi si registrano nella capitale Ouagadougou e nella seconda città del paese, Bobo Dioulasso.
Se non vengono prese misure urgenti ed efficaci la situazione potrebbe peggiorare rapidamente. In particolare dobbiamo fare in modo che il virus non si diffonda anche fra le comunità rurali.

Perché in un contesto come quello del Burkina Faso è particolarmente difficile fermare il virus?

Il Burkina Faso oggi è un Paese vulnerabile sotto diversi punti di vista e questo potrebbe favorire la propagazione del Covid-19 con conseguenze potenzialmente disastrose per la salute, l’economia e la società.
Il sistema sanitario è fragile, gli ospedali hanno dotazioni scarse e gli strumenti di rianimazione sono insufficienti e inadeguati. Gran parte della popolazione ha un accesso limitato all’acqua potabile e al sapone. Mancano i servizi e le latrine, ci sono scarse conoscenze riguardo alle norme igieniche.
Le persone hanno un basso tasso di alfabetizzazione e, in città come nelle zone rurali, ci sono poche possibilità di accesso ai mezzi di informazione quali radio e televisione, che sono uno strumento importante nella risposta al Covid-19.
L’insicurezza alimentare e la mancanza di sostegno economico alle persone vulnerabili rendono difficile garantire le misure restrittive e l’isolamento imposti dalla lotta contro Covid-19.
Fina dal 2015, infine, movimenti estremisti violenti stanno terrorizzando il Paese e portano al deterioramento della sicurezza e della coesione sociale. Questa situazione ha causato significative migrazioni interne in 6 delle 13 regioni. Metà del Paese è in fuga. Le popolazioni sfollate, che già avevano un accesso limitato ai servizi sociali di base, risultano ancora più esposte e deboli di fronte all’epidemia.

Progettomondo.mlal riesce a continuare le sue attività? Che cosa può fare l'organizzazione per fermare il virus?

Da quando è stato registrato il primo caso di Covid-19 in Burkina Faso, Progettomondo.mlal ha preso immediati provvedimenti. Abbiamo subito messo in sicurezza i nostri operatori e i partner con cui lavoriamo con formazioni specifiche, fornendo loro i mezzi di protezione e, dove possibile, incentivando il telelavoro.
Non possiamo permetterci di interrompere i servizi a contrasto della malnutrizione e della malaria, perché questo significherebbe indebolire ulteriormente donne incinta, mamme e bambini e renderli più esposti al virus. Abbiamo quindi riadattato i nostri interventi per dare loro continuità e proseguire nel compito – oggi più che mai importante – di rafforzare tutta la comunità.
Abbiamo aggiunto ai nostri interventi anche attività specifiche per la risposta al coronavirus: ci impegniamo a informare la popolazione sui metodi di prevenzione, oltre a sostenere i centri sanitari, e a contribuire alle attività dei comitati regionali e di quello nazionale nati in risposta a Covid-19.

Come sta reagendo il sistema sanitario del Burkina Faso alla pandemia?

Il governo ha attivato un comitato di gestione dell’epidemia che coinvolge tutte le regioni. Le città in cui si registrano casi di contagio vengono messe in quarantena e su tutto il territorio nazionale c’è il coprifuoco tra le 21 e le 5 della mattina. Nelle regioni sono stati creati team che hanno il compito di identificare, testare e isolare casi sospetti, e di indagare sui contatti avvenuti.
Sono stati identificati alcuni ospedali speciali, che sono stati predisposti per ricevere e curare i casi provenienti dalle diverse regioni. Tutti gli operatori sanitari sono stati formati e hanno ricevuto linee guida per la diagnosi e la gestione dei casi di Covid-19.
Nonostante il grande lavoro che è stato fatto e che si continua a fare, permangono alcune carenze importanti: i mezzi per eseguire i test di screening sono limitati, dal momento che i laboratori sono presenti solo nelle due grandi città del Paese, “Ouaga” e “Bobo”. Altre mancanze importanti si registrano nei mezzi di protezione del personale e di cura dei malati negli ospedali.

Come fate a informare le persone e quali consigli date loro?

La popolazione viene informata attraverso le radio e le televisioni, con messaggi sui telefoni cellulari e comunicazioni nei centri sanitari. Vengono organizzati incontri appositi con la popolazione per spiegare quali sono le buone pratiche da tenere.
Questo passaparola è particolarmente importante nelle zone rurali, dove le persone hanno meno accesso ai mezzi di informazione, ma è utile anche in città per le fasce più svantaggiate della popolazione.
Esiste un numero di telefono gratuito che chiunque può chiamare per avere informazioni e chiedere aiuto.
Progettomondo.mlal lavora con 228 organizzazioni che intervengono nelle comunità per fornire informazioni utili su come affrontare la pandemia. Spieghiamo alle persone quanto siano importanti le misure di prevenzione come lavarsi le mani con acqua corrente e sapone e il distanziamento sociale.

 

Il mondo si ferma, l’amore no!

Contribuisci anche tu a contrastare l’emergenza Coronavirus in Burkina Faso.

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