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Honduras, la pandemia amplifica le diseguaglianze

Tegucigalpa, Honduras. Superato il 136° giorno di stato d’emergenza dichiarato dal governo lo scorso 14 marzo e rinnovato con cadenza bisettimanale fino a oggi, le conseguenze tanto sul piano sanitario che su quello socioeconomico sono devastanti.
Le strette misure di limitazione della circolazione e degli assembramenti non hanno prodotto gli effetti sperati.
La popolazione che si sostiene grazie alle entrate di lavori autonomi e informali evidentemente non ha potuto rispettare le misure imposte, in una vulnerabilità che si è aggiunta a quella già preesistente di un debole sistema sanitario.

Nelle principali città del Paese, come Tegucigalpa e San Pedro Sula, la OMS stima che il 50% della popolazione si sia già contagiata. Secondo dati della Segreteria di Salute del Governo dell’Honduras gli ospedali oscillano settimanalmente tra il collasso e un'occupazione degli spazi adibiti alla cura del 90%. Il triage e la scelta delle persone che più necessitano cure avviene ormai in strada, fuori dagli ospedali e sotto dei gazebo.
Secondo quanto registrato dal monitoraggio permanente dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite in Honduras dal 13 marzo, nonostante le misure di restrizione della mobilità, ci sono state 437 manifestazioni delle quali il 35,1% per fame e sicurezza alimentare e il 10,3% per l’indignazione relativa a scandali sulla cattiva gestione degli investimenti pubblici con fondi propri e prestiti delle banche regionali di sviluppo per far fronte alla pandemia.

Dopo oltre 4 mesi, dei 7 ospedali mobili, comprati dal Sistema Nazionale di Gestione del Rischio per ampliare la capacità di risposta del sistema sanitario, solo 2 sono arrivati al porto di San Pedro Sula e sono stati trattenuti dalla procura locale per incongruenze tra la bolla di accompagnamento, la fatturazione e il contenuto effettivo dei container.

In questo contesto il rispetto dei diritti umani universali è seriamente limitato, le esternalità negative dei modelli di sviluppo locali, la disuguaglianza su tutte, sono state amplificate dalla pandemia. Il Consiglio superiore dell’impresa privata in Honduras stima che se il lockdown si prolungherà fino a dicembre, il 67% delle economie famigliari honduregne non avranno fonti di ingresso. L’Istituto per le ricerche economiche e sociali della UNAH (Università Nazionale) segnala che ad oggi il 42,8% delle famiglie conta un solo ingresso, che il 37% delle famiglie hanno sofferto un licenziamento o una sospensione del rapporto lavorativo e che un totale del 67,7% della popolazione segnala una significativa riduzione del budget famigliare. Situazione aggravata dalla caduta registrata fino a un -7% e con una media del -5,2% delle rimesse degli Honduregni emigrati che lavorano all’estero, contributo che corrisponde al 20% del PIL Honduregno.

Progettomondo.mlal, insieme ai nostri partner locali, è impegnata a riadeguare i processi progettuali e programmatici in corso alla nuova realtà, contribuendo alla definizione partecipativa di protocolli di bio sicurezza per riprendere il lavoro negli uffici e nel territorio, e partecipando negli spazi di coordinamento ai processi di identificazione delle priorità per la fase post emergenza.

Il Progetto Justamente per la promozione e protezione dei diritti delle bambine, bambini, adolescenti honduregni in situazione di conflitto con la legge attraverso un approccio di giustizia riparativa ed equità di genere, sta lavorando per garantire che i processi di formazione previsti per giudici, operatori scoio educativi, agenti di polizia e agenti di custodia possano essere realizzati su piattaforme on line. Mentre, in collaborazione con la Fondazione Tutator, esperti in digitalizzazione della gestione pubblica, si sta lavorando a un software per la gestione dei casi dei minori in conflitto con la legge con interfacce differenti dedicate a adolescenti e famiglia, ai giudici, agli avvocati ed agli operatori. Questo strumento prevederà inoltre la possibilità di realizzare udienze virtuali necessarie in questo periodo di emergenza ma anche per alleggerire in generale la pesante mora giudiziale.

Nell’ambito del progetto Juntas, contro la violenza di genere, la nostra Ong, per far fronte al preoccupante aumento della violenza domestica correlato al confinamento, ha sostenuto metodologicamente, tecnicamente e finanziariamente una campagna di sensibilizzazione e educazione sociale contra la violenza verso le donne disegnata dai Comitati Locali di Sostegno di donne difensore di diritti umani, organizzazioni di base create e rafforzate con il progetto Juntas. L’aumento dei casi citato ha comportato anche la necessità di ridefinire i protocolli di attenzione alla luce delle misure di prevenzione sanitaria necessarie in questo contesto. Insieme alla rete di donne del sud dell’Honduras, alle operatrici dei rifugi per donne vittime di violenza delle Associazioni Calidad de Vida e Las Hormigas, sono quindi stati definiti i protocolli e i dispositivi di protezione personale per operatrici, difensore e donne vittime di violenza affinché possano essere garantiti i servizi di attenzione in caso di crisi. In questi giorni si è provveduto inoltre all’acquisto e alla distribuzione di 3 kit di DPI che contengono termometri scanner, gel igienizzanti, guanti, mascherine e occhiali protettivi.

Nei prossimi mesi procederemo alla contrattazione dei professionisti, avvocati e psicologi, che collaboreranno al lavoro di definizione  dei modelli di attenzione per minori in conflitto con la legge, in misure alternative, in privazione di libertà e in processo di reintegrazione, ispirati ai principi della Giustizia Restaurativa. Appena possibile torneremo nei territori della regione occidentale de La Paz per replicare l’esperienza di organizzazione di Comitati Locali di Sostegno di difensore di diritti umani con le donne indigene dei movimenti sociali di popoli originari nei municipi di Marcala, San José, San Pedro de Tutule, Santiago de Puringla.

Nel frattempo, continuiamo a gridare insieme che la solidarietà, la cooperazione e l’inclusione sociale sono le uniche speranze per ricostruire le nostre società su basi più solide, per non lasciare indietro nessuno, per ridurre le diseguaglianze e per costruire un nuovo mondo più sostenibile da un punto di vista economico, sociale e ambientale.

Francescopaolo Marolla
Progettomondo.mlal Honduras


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