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Ex detenuti esperti di alluminio

Durante la fase più acuta dell'emergenza sanitaria, anche le nostre attività nelle carceri marocchine hanno dovuto fare i conti con le misure restrittive imposte dall'amministrazione penitenziaria nell'accesso alle prigioni,  per contenere i contagi da Covid. Ma si è trovato comunque il modo di proseguire le attività di reinserimento e, con qualche spostamento di budget e finanziamenti, è nata una nuova cooperativa composta da 5 giovani ex detenuti, divenuti esperti nella lavorazione dell'alluminio.
“Cercare delle soluzioni per continuare le attività di reinserimento socioprofessionale dei giovani detenuti è stata la nostra priorità in questi mesi”, evidenzia Hanane, operatrice di Progettomondo.mlal dal 2016 e responsabile delle attività del progetto "Sbarriamo il radicalsimo" (Educazione Prevenzione Inserimento) nella prigione di Khouribga.
Il programma prevede interventi e attività a beneficio dei detenuti minori di 5 carceri marocchine.
“In collaborazione con l’Associazione OPEM (Organisation des pionniers enfants du Maroc ) prima dell’emergenza Covid abbiamo proposto a 20 giovani detenuti e della prigione di Khouribga e a 20 ex-detenuti un percorso di formazione che conducesse al rafforzamento della competenze personali e all’orientamento al mondo del lavoro. Ci siamo concentrati in particolare sulla scrittura di curricula, lettere motivazionali, sull'individuazione di opportunità offerte dall’Agenzia nazionale dell’impiego e sul reperimento di informazioni sull’auto imprenditoria.
Dopo il ciclo di formazione, la seconda fase del nostro intervento ha previsto l’accompagnamento post-penitenziario attraverso la messa a disposizione di borse lavoro per 8 ex detenuti presso piccole attività commerciali come macellerie, autolavaggio, giardinaggio, ecc. Si tratta di esperienze che si concluderanno alla fine del mese, nella speranza che qualcuno dei ragazzi coinvolti possa essere assunto o continuare a collaborare con queste stesse attività che hanno ricevuto un piccolo rimborso da parte del progetto per i costi nella formazione.
L’emergenza sanitaria non ci ha permesso la realizzazione dell’evento di chiusura che avevamo previsto come momento di restituzione e testimonianza con i detenuti della prigione di Khouribga. E’ stato quindi deciso di destinare il budget di questa attività al finanziamento per la creazione di una cooperativa specializzata nella lavorazione di prodotti di alluminio, composta da 5 giovani ex detenuti. Oltre al nostro accompagnamento e a quello di OPEM nelle formalità giuridico-amministrative per l’avvio dell’attività, la cooperativa sarà sostenuta finanziando l’acquisto di 2 macchinari necessari alle attività di produzione”.


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