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Dialogo nazionale per un Perù sostenibile

In questi mesi le cooperative e l’economia solidale sono al centro dell’agenda politica del Perù come mai era successo negli ultimi anni.
Spesso le cooperative sono messe in discussione sia sul piano economico che su quello etico, e risulta quindi fondamentale evidenziare le ripercussioni positive di questo modello economico e sociale, per promuovere la definizione di un'agenda nazionale che permetta di generare politiche e impegni precisi per il Paese da qui al 2030, in sintonia con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
L’evento in programma a Lima dal 4 al 6 luglio, promosso da Progettomondo.mlal Con la Junta Nacional del Caffè e la Cooperativa Fortalecer e un finanziamento del Fondo Italo Peruviano, si propone un Dialogo Nazionale su Cooperativismo, Economia Solidale e Sostenibilità, per promuovere il cooperativismo e migliorare gli standard di gestione, produzione e qualità di vita dei produttori agricoli delle filiere di caffè, cacao, grani andini, fibra di alpaca e vigogna.
Durante la tre giorni, esperti peruviani e internazionali avranno l’occasione di scambiare analisi, riflessioni ed esperienze per approfondire i risultati e le buone pratiche raggiunti nell’ultimo decennio in Perù dal settore dell’economia solidale basata sulle cooperative.
All’evento parteciperanno specialisti dall’Italia (Confcooperative e Coldiretti), dalla Francia, dal Canada, dall’Ecuador e dal Brasile, rappresentanti di organizzazioni cooperative di risparmio e credito, cooperative agrarie e centrali di cooperative, reti di economia solidale, reti di Ong, governi regionali e provinciali, distretti urbani e rurali, università, collegi professionali e rappresentanti del Parlamento e del governo.

Secondo i dati del Censimento Cooperativo del 2017, in Perù si contano circa 2 milioni e 500 mila soci di cooperative, di cui il 43% sono donne.
Il fatturato delle cooperative peruviane si attesta sui 750 milioni di euro, cifra che rappresenta poco più dello 0.2 % del Pil nazionale, ma che rappresenta un importante meccanismo sociale, economico e imprenditoriale dei settori popolari in un Paese che, negli ultimi 30 anni, ha abbracciato politiche di stampo neoliberale a favore delle grandi imprese.
In Perù le cooperative generano circa 17 mila posti di lavoro ed esistono anche altre esperienze nel campo dell’economia sociale e solidaria, che, pur non avendo un modello di impresa definito, hanno in comune la maniera democratica di assumere le decisioni e si potrebbero quindi definire come società di persone e non di capitali.
Nonostante la riduzione della povertà monetaria negli ultimi 10 anni, le condizioni di disuguaglianza tra zone rurali e urbane si mantengono e si rafforzano. L’informalità lavorativa coinvolge il 74% della popolazione economicamente attiva, che per nel 40.9% dei casi guadagna meno del cosiddetto Reddito minimo Vitale (circa 220 USD); e solo nel 12% ha condizioni di lavoro dignitoso.
Se a questo scenario si aggiungono le difficoltà nel completare gli studi, il fenomeno della tratta di persone e le gravidanze precoci che interessano il 12,7% delle adolescenti tra 15 y 19 anni, è evidente quanto sia urgente e fondamentale impegnarsi per garantire uns sviluppo sostenibile del Paese, specie nelle aree rurali.

Corrado Scropetta
cooperante Progettomondo.mlal Perù


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