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Con Worthy gli insegnanti diventano "aumentati"

Appassionare gli studenti allo studio della Storia, e renderli protagonisti della costruzione di un presente e di un futuro di pace, attraverso le possibilità messe a disposizione dal digitale.
È questo desiderio che, martedì scorso, ha portato una trentina di docenti delle scuole medie e superiori di Verona, Vicenza, Treviso e Rovigo a partecipare al workshop promosso da Worthy all’istituto tecnico Piovene di Vicenza.

Attraverso alcune presentazioni e workshop, gli insegnanti hanno avuto accesso alle basi pedagogiche che ispirano i percorsi educativi, testando anche le possibilità offerte dalla piattaforma per mettere in rete, e quindi in condivisione, gli elaborati che gli studenti vogliono produrre. Durante l’incontro, inoltre sono state narrate le esperienze di docenti e studenti che hanno sperimentato in prima persona dei percorsi didattici ispirati dall’approccio Worthy, illustrando quindi i percorsi formativi messi a disposizione per i docenti che desiderano diventare “insegnanti aumentati”.

La proposta del progetto Erasmus+ “WORTHY- World Wars Toward Heritage for Youth", con capofila il Comune di Vicenza e partner diversi Paesi dell'Unione Europea, è infatti quella di “diminuire per aumentare”.

Aumentare la conoscenza delle potenzialità che la realtà aumentata offre e la consapevolezza di quanto e come la propria storia sia parte attiva di una Storia comune, per affiancarsi ai propri studenti e accompagnarli in questo processo di conoscenza e consapevolezza. E al contempo diminuire quindi la presenza nella proposta didattica per lasciare spazio al protagonismo degli studenti stessi.
Si tratta di una proposta che richiede energia, per concretizzare un cambiamento nell’approccio didattico o nella perseveranza in una didattica attiva in un mondo della scuola che, purtroppo, anche in relazione alle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, raramente è pensato a partire dagli studenti.

A chiusura dell’evento, il Silent Play “Memorie del nostro fugimento. Partire è un po’ morire?” condotto da Carlo Presotto del centro di produzione teatrale La Piccionaia, ha accompagnato i presenti in un’esperienza di spaesamento. Ciascuno è stato invitato a mettersi al centro di un processo di riconciliazione della propria micro storia personale, familiare e comunitaria con la Storia di cui l’umanità tutta fa parte, a partire dalle narrazioni dei tempi delle Guerre mondiali fino a quelle dei giorni nostri.

Un’immedesimazione pensata per rendere più capaci di stare nello spaesamento e nell’incertezza, proprio come accade affrontando questioni complesse come quelle relative ai conflitti. Educare alla risoluzione pacifica dei conflitti riguarda infatti tanto la conoscenza di ciò che è accaduto quanto la capacità di cogliere cosa abbia a che fare con le proprie competenze personali di oggi, per consentire la pacificazione con se stessi e con gli altri. Un processo di maturazione tutt’altro che lineare e indolore.

Chiara Antonello
Ufficio Educazione Progettomondo.mlal

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