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Bolivia, le comunità rurali si preparano al turismo

Lentamente in Bolivia si torna alla normalità, ma i rischi della pandemia non sono ancora a tutti chiari, e Progettomondo.mlal è quindi impegnato in una campagna di sensibilizzazione tramite spot radiofonici, mini video e una serie di volantini e pannelli informativi.

Ad agosto il numero dei casi di positivi ha iniziato ad abbassarsi e da settembre il governo ha dato il via libera alla ripresa di una serie di attività commerciali, allentando pure la morsa degli orari di accesso agli uffici.
Anche il coprifuoco si è ridotto. A La Paz è ora permesso girare per strada fino alle 20, nei giorni lavorativi, e fino alle 16 nel fine settimana, pur se ancora in alternanza tra numeri pari e dispari della carta identità.
I ristoranti da due settimane hanno ripreso il servizio normale, rispettando le norme di sicurezza, con igienizzati e misurazioni della temperatura all’ingresso e la divisione dei tavoli, alternati, con barriere in plexiglass.
Gli spostamenti arei tra le città sono concessi, ma il viavai è tutt’oggi contenuto, per un certo timore ancora vivo tra la gente.
Solo a El Alto i boliviani hanno ripreso a muoversi con più frequenza, rispettando purtroppo meno il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine.

Con il progetto INCAmino, che promuove un turismo responsabile, stiamo portando avanti attività di sensibilizzazione sull’emergenza Covid con i vari municipi e le comunità coinvolti. Durante una serie di interviste e formazioni, è emersa infatti la mancanza di informazioni chiare e trasparenti su cause ed effetti della pandemia. Si è quindi predisposta una campagna di informazione e prevenzione in area rurale, soprattutto in vista del futuro riavvio del turismo.

La diffusione di immagini e locandine informative, con raffigurate persone tipiche del luogo, avviene tramite i social e i canali whatsapp. Si promuove l’uso delle mascherine, il distanziamento sociale, il corretto uso dei trasporti pubblici.
Inoltre si stanno realizzando micro storie da diffondere tramite le radio locali, con dialoghi coinvolgenti e teatrali che catturino l’attenzione degli ascoltatori sia in spagnolo che in aymara e quechua, per raggiungere pure le comunità più isolate.
Nel municipio d Alcaya, nella zona Salar, sono persino stati prodotti dei video per ottenere un maggiore impatto sulla popolazione.

Con gli enti di turismo comunitario coinvolti nel progetto si stanno anche elaborando dei Codici di Condotta, che rappresenteranno una guida base per poter riattivare le comunità nei servizi offerti al turismo, ossia in ambito gastronomico, come per le guide, negli alloggi e nei trasporti.
L’obiettivo è fornite ai protagonisti del progetto e all’intero territorio, l’opportunità di lavorare accogliendo i turisti in condizioni di sicurezza e tutela sanitaria.

Sempre in quest’ottica, a novembre si terrà un un Foro Virtuale per un Turismo comunitario Sano e Sicuro, promosso dai partner locali, RED TUSOCO e RED OEPAIC. Verranno affrontate tematiche inerenti al turismo e all’artigianato post Covid e saranno realizzati tavoli di lavoro con gli enti di turismo comunitario e con quelli istituzionali, tra cui il Ministero del Turismo, le regioni e i municipi coinvolti. Parteciperanno inoltre agenzie turistiche nazionali e internazionali, esperti in turismo responsabile e patrimonio, e realtà come l’AITR). Nei tre giorni di foro verranno esposti anche stand artigianali e di turismo delle comunità coinvolte, per favorire la promozione a livello mondiale.

Diego Policarpi,
cooperante Progettomondo.mlal Bolivia


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