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Alpaca, la loro cura è millenaria

Per noi gli alpaca rappresentano tutto, li curiamo, li proteggiamo dai predatori che potrebbero attaccarli, li nutriamo e sorvegliamo giorno e notte”. A dirlo sono i piccoli produttori boliviani che allevano gli alpaca a 4.200 metri di altezza.

L'accusa degli attivisti per i diritti degli animali di Peta (acronimo di People for the Ethical Treatment of Animals) che in una video indagine mostra la crudeltà delle pratiche di tosatura, non riguarda infatti le famiglie allevatrici del Perù e della Bolivia in cui storicamente Progettomondo.mlal è presente con interventi mirati a valorizzare i tessitori andini.
“La Bolivia, in particolare, è il secondo produttore al mondo di alpaca ma, rispetto ad altri Paesi, non esistono centri di tosatura industriale dei camelidi”, si evidenzia in un video prodotto dal nostro partner in loco, Coproca, per replicare alle accuse di Peta facendo notare che non tutte le produzioni sono uguali.

Sulle Ande boliviane la cura e il rispetto per gli animali allevati sono massimi. Gli alpaca vivono cibandosi di 50 differenti tipologie di erbe, abbeverandosi nei corsi d'acqua naturali e pascolando in piena libertà.

Seguendo la tradizione, ogni abuso e maltrattamento è assolutamente proibito e la pratica della tosatura, secondo una cultura millenaria, viene eseguita anche per proteggere gli animali stessi da malattie e parassiti che potrebbero farli ammalare e portarli persino alla morte.

“Gli alpaca che hanno troppo pelo perdono forza e vigore e non riescono a crescere a causa dell'acqua che si accumula nella fibra stessa”, spiega un allevatore. “Naturalmente vanno tosati nei giusto periodo dell'anno”.
La fibra, poi, diventa il sostentamento delle famiglie che le allevano e producono filati sani e di altissima qualità.


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