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Qalauma compie 7 anni

Il Centro Qalauma compie 7 anni. Inaugurato il 22 agosto del 2011 alla presenza di 28 giovani provenienti dal carcere di San Pedro , in 7 anni il centro di riabilitazione per soli minori, realizzato in Bolivia da Progettomondo.mlal, ha aperto le porte a 1.300 ragazzi e 78 ragazze. Attualmente nel centro sono presenti 314 ragazze e 24 ragazze.
I corsi proposti, inizialmente solo di agronomia e panetteria sono ora i più svariati, da quelli produttivi, come gastronomia, sartoria o la lavorazione del cuoio, a quelli artistici, dalla fotografia al teatro fino all’elaborazione di bracciali e pupazzi o il canto.
Lo staff di educatori, professori e volontari è lievitato e si realizzano anche corsi sulla crescita personale, la mediazione o le pratiche restaurative. L’indicatore di recidività è di solo il 6 per cento, dimostrando che cambiare si può.

«L’arte non è solo un diritto dell’uomo, ma ha anche la straordinaria capacità di avvicinarsi alla soggettività delle persone e promuovere cambiamenti individuali e trasformazioni sociali», dichiara Roberto Simoncelli, referente di Progettomondo.mlal per la Bolivia dove, ad agosto, si è svolto anche un singolare evento per conoscere da vicino il risultato e i dettagli del percorso proposto dall'artista italiano Mauro Soggiu ai giovani di Qalauma.

Il Centro Qalauma rappresenta la prima struttura nel Paese riservata ai detenuti minorenni.
In questi anni l’esperienza e le attività che si sono svolte tra le sue pareti hanno offerto spunti concreti all’attuale sistema di giustizia minorile del Paese, e sono diventati anche un punto di riferimento per la riforma del sistema penale degli adulti.
I pilastri su cui si fonda Qalauma sono la giustizia riparativa e l’approccio socioeducativo: anziché scontare una pena detentiva, chi ha commesso un reato è portato a rendersi conto della gravità del proprio gesto e a impegnarsi per porvi rimedio.
Inoltre si ritiene che l​​’arte e la cultura possano essere strumenti davvero importanti per favorire il recupero e il reinserimento degli adolescenti che hanno avuto problemi con la giustizia.
L'anno scorso Soggiu ha animato in prima persona uno di questi percorsi rieducativi, aderendo alle attività pensate per sensibilizzare la società boliviana verso i giovani detenuti, evitando la loro stigmatizzazione e favorendone la riabilitazione e il reinserimento nella comunità.

Il 16 agosto, a La Paz, quarantacinque opere, realizzate da giovani detenuti guidati da Soggiu, sono state esposte nella stazione della linea rossa della funivia che collega la città alla vicina El Alto.Dichiara l’artista: «Almas y Trazos non è stato pensato per descrivere fantasmi, ma per restituire dignità umana a questi ragazzi e alla loro sensibilità».


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