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A Marrakech per una migrazione sicura

Il 10 e l'11 dicembre a Marrakech si svolge la conferenza per la firma del Patto Mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare.
Diversi stati, tra cui l'Italia, hanno deciso di non partecipare alla conferenza, soprattutto per calcoli politici. 
Gli operatori di Progettomondo.mlal in Marocco saranno invece presenti agli eventi, non solo per approfondire una tematica, più che mai attuale e urgente, di cui da tempo la nostra Ong si occupa promuovendo una migrazione consapevole, ma anche per prendere le distanze dalla scelta miope e ingiustificata di voltare le spalle a un simile evento proprio in Italia che, nel 2016, era stata promotrice del Global Compact for Migration dell'Onu. 
Ora la Lega propone invece di imporre persino una tassa del 1,5% sulle rimesse, risorse economiche indispensabili per le famiglie degli immigrati nei loro paesi di origine, che sono direttamente volte a migliorare le loro condizioni di vita e, nel tempo, a ridurre la pressione migratoria. Come è stato il caso dei nostri immigrati che in questo modo hanno contribuito a ricostruire l’Italia. Si tratta di una tassa che, oltre a colpire persone che lavorano duramente per sostenere le proprie famiglie, ha un effetto controproducente. "Così certamente non li si aiuta a casa loro!", ha già fatto notare la Federazione Focsiv, di cui Progettomondo.mlal è socia. 

Il documento che verrà presentato a Marrakech si propone di migliorare e rendere più uniforme la gestione dei flussi migratori, e sottolinea l’importanza di rispettare i diritti umani di tutti i migranti, inclusi quelli che partono per ragioni economiche.

Di recente all'università Sultan Moulay Slimane, à Béni Mellal, Progettomondo.mlal ha promosso l'evento "Racconti di migrazione", moderato da Alpha Tawel Camara, originario della Guinea e residente in Marocco, dove si impegna per la difesa e promozione dei diritti umani.
All'incontro ha preso parola il marocchino Abid Abderrahman, scrittore e traduttore nato a Béni Mellal. Abid è conosciuto per i suoi romanzi, in particolare Lampedusa, opera autobiografica in cui emerge la nascita di un progetto migratorio, con i sogni di cambiamento, le frustrazioni, e le motivazioni dell’autore. La destinazione del viaggio è chiara: Lampedusa, la piccola isola italiana conosciuta da milioni di persone in tutto il mondo. Più vicina all’Africa che all’Europa, è ormai associata alle tragedie dei naufraghi del Mediterraneo, ma rimane per molti speranza di un futuro migliore. Il protagonista non riesce però a raggiungerla, e il suo sogno migratorio si ferma nel bel mezzo di un mare in tempesta.
Altro protaogonista è stato David Essome, nato in Cameroun nel 1992, e l’ultimo di sei fratelli. Ha abbandonato il suo Paese quando era ancora molto giovane, alla ricerca della libertà. Come altri migranti subsahariani, si è trovato ad attraversare numerosi Paesi dell’Africa, compreso l’inferno del Sahara, fino a giungere alla frontiera di Nador. Ha girato il Marocco in lungo e in largo, ed è ora conosciuto come scrittore, poeta, attore e rapper. Da pochi mesi è uscito il suo secondo libro, L’Enfant Clandestin, una raccolta di poesie, in cui narra la sua sofferenza, e quella dei fratelli migranti, di fronte all’ingiustizia degli uomini, in un tentativo di aggrapparsi alla forza dell’amore e al miracolo della speranza.


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