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Cos' la giustizia?


"Cos'è la giustizia? Solo un sentimento di vendetta o la concretizzazione dei diritti umani?" Roberto Simoncelli, rappresentante di ProgettoMondo Mlal in Bolivia, partecipa al congresso nazionale dell' Amministrazione Penitenziaria a Santa Cruz de la Sierra per illustrare il ruolo della società civile nella riforma del sistema di giustizia. Nella giornata internazionale dedicata a Nelson Mandela, il nostro cooperante pone l'accento su quanto ProgettoMondo Mlal abbia fatto concretamente negli ultimi 15 anni per restituire dignità agli adolescenti e ai giovani in conflitto con la legge, contribuendo alla sicurezza cittadina e a stimolare un dibattito a livello nazionale per andare oltre la paura, verso comunità più giuste. 

All’evento hanno partecipatp, oltre alle massime autorità del Ministero degli Interni, rappresentanti di differenti ministeri, regioni, agenzie delle Nazioni Unite e attori della società civile.

L'ex Ministra di Giustizia Virgina Velasco, ora assessore alla Presidenza della Repubblica, ha analizzato i problemi strutturali che violano i diritti dei privati di libertà, come la corruzione cronica, l’abuso della carcerazione preventiva, il sovraffollamento, e ha poi indicato la riforma del sistema di giustizia minorile compiuta in questi anni in Bolivia e Qalauma come i modelli a seguire.

Juan Carlos Pinto, Direttore della  “Direzione del Rafforzamento Democratico” della Vicepresidenza della Repubblica, ha messo in guardia rispetto ai rischi della presenza di dottrine quali quella lombrosiana che considera ancora i privati di libertà come portatori attivi di una predisposizione congenita alla condotta antisociale e quindi irrecuperabili o dottrine criminologiche che considerano i reclusi persone/ingranaggi che se si inceppano devono essere aggiustate e riabilitate da un’equipe scientifica.

Nelle conclusioni finali il  Ministro degli Interni, Carlos Romero, ha auspicato l’approccio umanista quale pilastro fondamentale per la riforma del sistema di giustizia in atto in Bolivia.

Tra gli interventi susseguitisi nei due giorni dell’evento non è mancato quello del rappresentante di ProgettoMondo Mlal Roberto Simoncelli, a cui è stato chiesto di illustrare il ruolo e la partecipazione della società civile nella riforma del sistema di giustizia e penitenziario.

In particolare, l’accento è stato posto su quanto ProgettoMondo Mlal abbia fatto concretamente negli ultimi 15 anni per la costruzione di una società piú giusta, che ha potuto restituire dignità agli adolescenti e giovani in conflitto con la legge e alla comunità, e ha contribuito alla sicurezza cittadina e al processo di cambio sociale. ProgettoMondo Mlal ha svolto un ruolo di leader nel profondo processo di trasformazione del sistema di giustizia per adolescenti, catalizzando le energie disperse e costruendo “processi di costruzione collettivi” e un dibattito a livello nazionale.

I cambi sociali sono autentici e duratori quando non sono concessi e rispondono alla partecipazione cittadina. ProgettoMondo Mlal, a partire dall’impegno quotidiano nei centri penitenziari e molto spesso in controcorrente, si è assunta il dovere e la responsabilità di coinvolgere istituzioni dello stato e della società civile per costruire assieme una visione di giustizia che  promuova la dignità delle persone e non si limiti solo a un sentimento sterile di vendetta.

In Bolivia come in Europa molto spesso la politica, per questioni di consenso elettorale, ha prediletto risposte emotive, di “acting out” (sostituzione del pensiero con l’azione) alle percezione di insicurezza e di ingiustizia di fronte a fenomeni quali la delinquenza, il terrorismo, l’immigrazione, la disoccupazione, l’abuso di droga. Si alimenta la paura, l’odio, l’allarme sociale  ed ecco sorgere in tutto il mondo “democratico ed occidentale” proposte per neutralizzare i nuovo nemici e privarli della propria dignitá: nuove mura, chiusura delle frontiere e dei porti, anche mediante l’intervento dell’esercito o una iperinflazione di leggi punitive  senza aver ben chiaro l’orizzonte e le conseguenze. Lo strumento penale diviene la bacchetta magica per risolvere problemi che molto spesso appartengono alla sfera sociale e politica, di salute pubblica o di educazione. Quali le  conseguenze nel sistema penitenziario? Crisi mondiale delle carceri, sovraffollamento, trattamento indignante e degradante. Nelle carceri italiane un detenuto su  tre é straniero. Che puó fare la societá civile? Una ONG in questo contesto deve avere il coraggio di costruire ponti, canali di comunicazione, promuovere la riflessione e credere che oltre la paura sia possibile incontrare orizzonti alternativi.

Simoncelli ha sottolineato come lo stile di ProgettoMondo Mlal é sempre stato sin dalle sue origini quello di essere nella storia dei popoli, fianco a fianco con chi reclama giustizia e dignitá, siano essi movimenti sociali, siano reclusi, siano migranti, disoccupati. É proprio il sapere stare vicino, l’esserci, il lavorare fianco a fianco, lo stare ascoltare che rompe le catene e libera le persone. Persone, cittadini e non piú nemici, oggetti, numeri, quote o ingranaggi inceppati che possono contribuire alla costruzione di comunitá piú giuste. Qalauma, acqua che scalfice la pietra, é un invito all’azione quotidiana e sicuramente ha scalfito lo stile di ProgettoMondo Mlal in questi anni in Bolivia.

Roberto Simoncelli ha orgogliosamente chiuso il suo intervento con un messaggio di speranza  a partire dalla vita e opera di Nelson Madela che ha dimostrato  a tutti noi come é possibile, proprio grazie alla giustizia riparativa, uscire dal circolo della vendetta, curare le ferite di un interno popolo, promuovere la convivenza dignitosa,  un cultura di pace e una societá piú giusta.



22/08/2017


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