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DIRITTI, non privilegi


 “La nuova legge sulla cittadinanza, detta ius soli temperato, è ferma da tempo, oggetto di meschini giochi politici che confondono le percezioni più vuote di senso con i diritti più elementari. Il riconoscimento della cittadinanza a qualsiasi persona che nasce sul suolo italiano, o che cresce stabilmente nella società italiana, indipendentemente dal vincolo di sangue, è un semplice atto che lo Stato rivolge a un soggetto giuridico, in virtù della sua condizione. La cittadinanza non è un privilegio, ma un diritto umano fondamentale, e le valutazioni di ordine storico o politico non c’entrano nulla rispetto a un percorso che attualmente esclude, in una situazione paradossale, un numero importante di persone dal pieno riconoscimento civile”.

Il presidente di ProgettoMondo Mlal, Mario Mancini, ritorna su quanto accaduto sabato alla giovane Casco Bianco di ProgettoMondo Mlal, Ilham Mounfssif, impegnata per un anno di servizio civile in Marocco. Ilham ha ricevuto un premio dalla Fondazione Italia – Usa per essere una tra i neolaureati più brillanti, ma le è stato impedito l’accesso a Montecitorio perché in possesso di passaporto marocchino.
Insiste Mancini: “La vicenda di Ilham Mounssif è esemplare di una realtà che vede circa 1 milione di bambini e ragazzi, nati in Italia o arrivati da piccoli, che frequentano le scuole italiane, che giocano e convivono quotidianamente con i loro coetanei “italiani”, che parlano il dialetto locale o l’italiano come lingua madre, ma che sono costretti a esibire un “permesso di soggiorno” e a essere considerati stranieri. I diritti fondamentali non possono essere subordinati all’opportunità politica del momento: la nuova legge sulla cittadinanza va emanata subito”.
La cosa ancora più anacronistica e paradossale, per il presidente di ProgettoMondo Mlal, è che un discendente di un italiano, morto dopo il 17 marzo 1861, possa esercitare lo ius sanguinis. Di fatto, sono centinaia di migliaia di “italiani” che non sono mai stati in Italia, non parlano italiano, e sono poco interessati alle vicende dello Stivale, ma hanno ottenuto un passaporto per ragioni affettive o di viaggio.



20/03/2017


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