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Emergenza in Perý


Quartieri nel fango, acqua sempre più introvabile e a prezzi quadruplicati, con una forte disorganizzazione da parte delle amministrazioni pubbliche.
L'emergenza inondazioni in Perù sta raggiungendo anche il quartiere Magdalena, appena a sud del centro di Lima, dove si trovano gli uffici e gli operatori di ProgettoMondo Mlal.
Corrado Scropetta, cooperante responsabile del Paese per la nostra Ong, è in fila per accaparrarsi qualche litro d'acqua, visto che da ieri pomeriggio l'erogazione si è interrotta.
“È emergenza in 15 distretti di Lima su 27”, comunica, evidenziando lacune organizzative. “Sul sito del nostro municipio, che conta 50 mila abitanti, riportano che non si riesce a garantire un cronoprogramma di consegne perché nel percorso la gente ferma le cisterna e chiede di riempire i secchi. Intanto sono state interrotte le strade sia a nord che a sud della capitale, con inondazioni continue e ponti crollati. Nel nord stanno partendo navi della marina con derrate alimentari”.
Nonostante gli oltre 70 morti contati, insieme a più di 200 feriti e migliaia di evacuati, non scatta lo stato di emergenza, non è stato lanciato un Llamado internacional, senza il quale il meccanismo di risposta internazionale non può attivarsi.
La psicosi cresce tra la gente e nei negozi c'è chi invece di mostrarsi solidale tende a litigare per la paura di rimanere senz'acqua.
Anche se a Lima non è caduta una goccia, la quantità di pioggia che sta scendendo dal cielo sulle colline alle sue spalle è gravemente inusuale, e sta provocando frane con masse di detriti enormi. Si prospetta circa un mese di emergenza per il maltempo.
Riprende Scropetta: “Le notizie che arrivano è che le piogge sulla sierra non daranno tregua fino ad almeno martedì, ma presumibilmente il maltempo durerà almeno un mese. A Lima il servizio d'acqua è interrotto in tutta la città da mercoledì, e non ci sono notizie certe su quando riprenderà: al momento per rifornirsi l'unico sistema sono le cisterne che stanno portando acqua in 90 punti in diverse zone della città. Sono già iniziate, inoltre, le speculazioni sui prezzi degli alimentari e di altri beni importanti”. E conclude: “Noi stiamo tutti bene ma abbiamo attuato le prime misure di emergenza, limitando al minimo gli spostamenti interni alla città ed evitando quelli fuori.  Lunedì mattina ci sarà una riunione delle Ong italiane per una prima valutazione su quali iniziative attivare”.



18/03/2017


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